LESSICOMateriali e finiture
Acciaio autopatinante
Detto anche: Corten, COR-TEN, acciaio patinabile, ASTM A242, A588, EN 10025-5
Un acciaio strutturale basso legato con piccole aggiunte di rame, cromo, nichel e fosforo, che forma uno strato di ruggine denso e aderente in grado di rallentare la corrosione successiva, così da poter lasciare l’acciaio non verniciato all’aperto.
Che cosa fa e che cosa non fa
La lega non impedisce l’ossidazione: cambia la struttura dell’ossido che si forma, producendo uno strato che rallenta l’attacco successivo invece di sfogliarsi ed esporre metallo fresco. Lo strato protettivo si sviluppa correttamente solo con alternanza di bagnato e asciutto. In condizioni costantemente umide – interrato, immerso, riparato ma soggetto a condensa – non si forma mai, e l’acciaio si corrode a velocità prossime a quelle di un comune acciaio al carbonio. I cloruri lo disgregano, per cui in prossimità del mare l’acciaio autopatinante non verniciato è in genere sconsigliato.
In interno non offre alcun vantaggio
Dentro un edificio riscaldato non c’è pioggia, non c’è alternanza di bagnato e asciutto e l’umidità è bassa: l’acciaio autopatinante non sviluppa mai la patina per cui è stato progettato e si comporta in sostanza come un acciaio dolce con una superficie decorativa. La resistenza alla corrosione pagata con il sovrapprezzo della lega non serve a nulla. In più macchia: per i primi due anni il dilavamento porta ossido su ciò che sta sotto, e sui supporti porosi quella macchia è di fatto permanente.