LESSICOMateriali e finiture
Calamina
Detto anche: Scaglia di laminazione, ossido di laminazione, finitura laminata a caldo
Lo strato grigio-blu di ossidi di ferro che si forma sull’acciaio durante la laminazione a caldo e resta in superficie all’uscita dal laminatoio – duro, aderente e spesso scambiato per una finitura scura voluta.
Che cos’è
Alla temperatura di laminazione l’acciaio reagisce con l’aria e forma una pelle di ossidi stratificata: wüstite a contatto con il metallo, poi magnetite, infine ematite in superficie. Il raffreddamento e la laminazione la lasciano legata alla lamiera come uno strato duro grigio-blu di spessore inferiore a cento micron, con quel carattere screziato e lievemente iridescente che dà all’acciaio laminato a caldo il suo aspetto.
Perché non basta sigillarla e dimenticarsene
La calamina è catodica rispetto all’acciaio sottostante. Dove resta continua rallenta davvero la corrosione; dove si fessura o si solleva – e fa entrambe le cose, sotto flessione, urto o cicli termici – la corrosione in corrispondenza della lesione accelera invece di rallentare, perché una piccola area anodica risulta accoppiata a una grande area catodica. La calamina integra vale la pena conservarla e sigillarla. Quella che si solleva va rimossa, perché verniciarci sopra intrappola un problema attivo sotto la finitura. Per questa ragione le norme sui rivestimenti strutturali ne prescrivono la rimozione completa.

